Un nuovo orizzonte nella lotta al sarcoma epitelioide: la ricerca prende forma in 3D

Ci sono malattie rare che restano ai margini della ricerca.

Il sarcoma epitelioide è una di queste. Un tumore aggressivo, spesso resistente alle terapie, che colpisce in particolare giovani e adulti nel pieno della vita. Ma anche di fronte a sfide così complesse, la ricerca continua a evolversi, aprendo strade nuove e sorprendenti.

Prof.ssa Mariangela Garofalo

Ancora una volta, le associazioni Orchestra per la Vita e MC4 in corsa per la Vita! scelgono di guardare avanti, sostenendo un progetto innovativo guidato dalla Prof.ssa Mariangela Garofalo del Dipartimento di Scienze del Farmaco dell’Università di Padova, con un finanziamento di 20.000 euro.
Il progetto è stato reso possibile anche grazie ad un contributo liberale della Banca d’Italia che ha riconosciuto la valenza dell’iniziativa.

L’obiettivo è chiaro e ambizioso: cambiare il modo in cui studiamo e combattiamo il sarcoma epitelioide, andando oltre i limiti delle terapie tradizionali.

Oggi, infatti, le opzioni disponibili sono ancora poche. La chirurgia resta il trattamento principale, spesso affiancata da radioterapia e, nei casi più avanzati, da chemioterapia. Tuttavia, la risposta è spesso limitata, a causa della naturale resistenza di questo tumore. Anche le terapie più innovative, come quelle mirate, mostrano risultati ancora insufficienti nel lungo periodo.

Per questo motivo, il progetto 3D-VITA introduce un approccio completamente nuovo.

Al centro dello studio c’è una combinazione di strategie terapeutiche avanzate, pensate per colpire il tumore su più fronti. Da un lato, un vaccino oncolitico basato su adenovirus ingegnerizzati, in grado di distruggere selettivamente le cellule tumorali e, allo stesso tempo, “insegnare” al sistema immunitario a riconoscerle e attaccarle. Dall’altro, l’utilizzo di molecole in grado di modificare il microambiente tumorale e renderlo meno favorevole alla crescita del tumore.

Il vero elemento rivoluzionario, però, è il modo in cui queste terapie verranno studiate.

Grazie a una piattaforma tridimensionale avanzata, i ricercatori potranno ricreare in laboratorio una versione estremamente realistica del tumore, inclusa la sua interazione con il sistema immunitario e la componente vascolare. Non più semplici cellule su una piastra, ma veri e propri “mini-tumori” in 3D, capaci di replicare la complessità biologica della malattia.

Ancora più innovativa è l’integrazione della tecnologia microfluidica: un sistema dinamico che simula il flusso sanguigno e la distribuzione dei farmaci, permettendo di osservare in tempo reale come il tumore reagisce ai trattamenti. Un vero e proprio “tumore su chip”, che avvicina sempre di più la ricerca di laboratorio alla realtà clinica.

Questo approccio consentirà di valutare con maggiore precisione l’efficacia delle terapie combinate, osservando non solo la distruzione delle cellule tumorali, ma anche la risposta del sistema immunitario, in particolare l’attivazione dei linfociti T e la riduzione dei macrofagi che favoriscono la crescita del tumore.

L’obiettivo finale è duplice: rendere il tumore più vulnerabile e, allo stesso tempo, riattivare le difese naturali dell’organismo.

Questo progetto rappresenta un passo concreto verso una medicina sempre più personalizzata, in cui le terapie non siano solo più efficaci, ma anche costruite su misura per le caratteristiche biologiche di ogni tumore.

È una ricerca che unisce innovazione tecnologica, visione scientifica e collaborazione internazionale, con l’ambizione di trasformare una malattia oggi difficile da trattare in una sfida sempre più affrontabile.

Ancora una volta, è la dimostrazione che quando la scienza incontra l’impegno delle persone, anche le battaglie più difficili possono trovare nuove possibilità.

Perché la speranza, quando è sostenuta dalla ricerca, non è mai solo un’idea. È un percorso concreto verso il futuro.

Di seguito il progetto finanziato: